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Il KKL Italia con Israele e per il popolo
ebraico in tutto il mondo
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Discorso del Presidente Nazionale del KKL Italia Raffaele Sassun alla cerimonia nel Parco Caduti in Iraq 28 giugno 2005 E’ narrato nel Talmud. Un uomo stava piantando un albero di carrubo. Un passante gli chiede: “Quanti anni ci vorranno perché questo albero dia dei frutti?” “Settanta anni” gli risponde il primo. “Perchè lo pianti quindi? Pensi forse di vivere tanto a lungo per poter vedere i frutti di quest’albero?” “Io ho trovato carrubi nel mondo, perchè i miei padri li hanno piantati per me, così io pianto questo per i miei figli.” Il Keren Kayemet LeIsrael è nato nel 1901 e da allora ha piantato in Israele più di 250 milioni di alberi. L’albero è nella nostra tradizione simbolo di vita, di libertà e di pace. La morte è parte della vita, per cui piantiamo alberi sia in occasione di avvenimenti lieti, sia in occasione di avvenimenti tristi. Onestamente non so come collocare questa occasione. Vogliamo ricordare oggi il sacrificio di tanti italiani che nell’adempimento del loro dovere, nel corso di una missione di pace, hanno dato la vita affinché la democrazia e la libertà potessero tornare a vivere. Nonostante la tragedia però, non si è spenta la fiammella della speranza per un mondo migliore. Oggi non dobbiamo parlare di guerra, non dobbiamo parlare di Iraq, non dobbiamo parlare di terrorismo ed attentati. Vogliamo e dobbiamo parlare, piantando questi alberi, del futuro migliore che quegli uomini ci hanno con il loro sacrificio indicato. Un albero rappresenta qualcosa di duraturo. Legare quindi la crescita di un albero ai caduti per la pace in Iraq significa per noi seguire quell’esempio ed impegnarci affinché il loro sacrificio non risulti vano. Far crescere questi alberi deve significare per noi far crescere l’ideale di pace e serenità per il mondo intero. Ecco perché pensiamo a questa semina con una visione positiva. Certo, non vogliamo e non possiamo dimenticare tante giovani vite strappate prematuramente agli affetti di mogli, figli, genitori e amici. Non vogliamo e non possiamo dire semplicemente che questo purtroppo è il prezzo da pagare per la pace. Ma è la consapevolezza con la quale questi eroi hanno messo a repentaglio la propria vita per migliorare e dare prospettive democratiche e di pace a milioni di altre vite, che ci fa dire: guardiamo avanti, guardiamo con fiducia al testimone che ci hanno lasciato ed all’esempio che tutto il mondo conosce per impegnarci a far crescere – insieme agli alberi – anche la pianta della pace e della concordia tra i popoli. Noi ebrei, signor ministro, abbiamo fatto per secoli della precarietà il nostro pane quotidiano, abbiamo fatto del sacrificio una costante come costante è il sorgere del sole o il suo tramonto, ma non abbiamo mai abbandonato la speranza, la fede in un futuro migliore, e per quel futuro migliore continueremo ad impegnarci pacificamente come abbiamo sempre fatto. Se l’amicizia tra Israele ed Italia è di vecchia data, forte e radicata, oggi questa occasione la rinvigorisce e la rafforza: noi sappiamo di poter contare sulla generosità di un popolo che da sempre ha saputo portare – anche all’estero – la bandiera della libertà e della democrazia, voi dovete sapere di poter contare sull’apprezzamento di un popolo che – per la sua sofferenza – ha la capacità e non la presunzione di riconoscere i vostri valori. Seguendo queste linee guida lo scorso marzo il KKL Italia si è gemellato con la Regione Lazio. Il protocollo d’intesa stipulato ha come obiettivi primari la tutela degli ambienti mediterranei e la promozione di forme di sviluppo sostenibile. Alle famiglie degli eroi di Nasiriyah e nel resto dell’Iraq mi permetto di rivolgere il mio ossequioso ringraziamento con la certezza che chiunque passerà di qua, vedendo questi alberi crescere, ricorderà i vostri cari ed il loro contributo per la pace, la democrazia e la libertà. Attraverso il Ministro Martino vorrei infine ringraziare le forze dell’ordine e l’Arma dei Carabinieri per il loro impegno nella salvaguardia della sicurezza delle Istituzioni Ebraiche in Italia. Una presenza quotidiana da tutti noi riconosciuta e sinceramente apprezzata. Grazie. Grazie a nome mio, a nome delle Comunità Ebraiche Italiane e a nome del Keren Kayemet LeIsrael Italia.
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Ultimo Aggiornamento: venerdì 06 aprile 2007 08.48.25 webmaster kkl italia Edmondo Del Monte 2005
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